Com'è la situazione sanitaria in Kyrgyzstan? Serve una assicurazione sanitaria per andare in Kyrgyzstan? Servono vaccini o particolari precauzioni mediche?
Gli standard delle strutture ospedaliere del Kyrgyzstan non sono soddisfacenti. Sono frequenti i problemi di reperimento di medicinali anche comuni, mentre il personale sanitario è abbastanza competente. In ogni caso si suggerisce di viaggiare muniti di medicine specialistiche e, per le diagnosi e le cure dei casi più seri, il rimpatrio sanitario. Esistono comunque molte cliniche private locali fornite di buone attrezzature mediche e di specialisti competenti. Tra le malattie più diffuse si segnala la tubercolosi (soprattutto nelle carceri e nelle zone chiuse), sebbene si registrino anche focolai di brucellosi, epatite, malaria, meningite e rabbia, nonchè casi di AIDS.
Si consiglia comunque di stipulare una copertura assicurativa internazionale per far fronte ad eventuali spese mediche, nonchè per il rimpatrio o per il trasferimento aereo del malato in Italia o altro Paese. Gli interventi di emergenza possono presentarsi complessi dato il difficile accesso alle non poche zone impervie che caratterizzano vaste aree del Paese. Qualora si desiderasse organizzare spedizioni in alta montagna, è opportuno che nell’assicurazione siano comprese anche eventuali operazioni di eli-soccorso.
La scelta dei vaccini per chi si reca in Kyrgyzstan dipende dal tipo di viaggio che si intende effettuare. In via generale, si suggerisce, previo parere medico, di procedere a quelli contro l’epatite A e il tifo e ai richiami contro l’epatite B, la difterite e il tetano, nonche’ di verificare la perdurante efficacia delle vaccinazioni che vengono effettuate obbligatoriamente e raccomandate nell’infanzia dal Ministero della Salute. Sempre previo parere medico, si consigliano in aggiunta le vaccinazioni contro l'encefalite da zecche (nonche’, piu’ in generale, adeguate protezioni contro gli insetti, come abiti ben coprenti, repellenti cutanei e zanzariere) per chi ha in programma di dedicarsi al turismo “verde” e di montagna (la profilassi richiede qualche mese e in Italia il vaccino può essere difficilmente reperibile) e la vaccinazione antirabbica per coloro che intendano viaggiare nelle aree rurali. Si segnala che – nell’area centro-asiatica, della quale il Kyrgyzstan fa parte – sono stati rilevati anche casi di antrace, febbre emorragica congolese-crimeana, febbre emorragica con sindrome renale, febbre ricorrente da zecche, leishmaniosi, malattia di Lyme, opistorchiasi, rickettsiosi e peste. Occorre infine prestare attenzione alle infezioni alimentari, fra le quali, oltre a quelle gia’ menzionate, colera, escherichia coli, salmonella e toxoplasmosi. Le farmacie sono piuttosto diffuse, ma il personale al banco può essere privo di adeguate competenze mediche. Quanto all’alimentazione, si consiglia di evitare cibi crudi (ad eccezione della frutta lavata e sbucciata dallo stesso consumatore) e di consumare solo alimenti cotti serviti ancora caldi. Il latte non pastorizzato deve essere sempre bollito, mentre i gelati possono rappresentare un rischio. E’ inoltre importante fare uso solo di acqua minerale imbottigliata, senza l’aggiunta di ghiaccio, sia a scopi alimentari sia per l’igiene orale. Si raccomanda di non acquistare alimenti o bevande da venditori ambulanti. In ogni caso, prima di affrontare il viaggio, si suggerisce di contattare il proprio medico o le competenti strutture sanitarie per ulteriori consigli del caso.