Com'è la situazione sanitaria in Messico? Serve una assicurazione sanitaria per andare in Messico? Servono vaccini o particolari precauzioni mediche?
La quasi totalità delle strutture sanitarie pubbliche in Messico non rispecchia gli standard europei e comunque non è prevista dalla legislazione nazionale alcuna forma di assistenza pubblica ai cittadini stranieri. Le strutture sanitarie private (che variano da un buon livello ad un medio livello) offrono tutti i tipi di interventi e cure, ma sono estremamente onerose.
Si consiglia di stipulare, prima di intraprendere un viaggio in Messico, un’assicurazione sanitaria che preveda, oltre alla copertura delle spese mediche, anche l’eventuale rimpatrio aereo sanitario d’emergenza o il trasferimento in altro Paese.
Città del Messico soffre di un cronico e pesante inquinamento atmosferico. Nel corso della stagione secca (da novembre a maggio), gli indici di ozono e di particelle contaminanti nell’atmosfera raggiungono punte molto elevate. Sono, pertanto, molto frequenti infezioni di tipo respiratorio, bruciori agli occhi, emicranie e stati di nausea. Nella capitale poi, a causa dell'altitudine e del tasso elevato di inquinamento, si consiglia cautela a chi ha problemi cardio-circolatori e di respirazione. Esiste un modesto rischio malarico tanto sulla costa del Pacifico che su quella del Golfo. Recentemente si sono avuti numerosi casi di “dengue” nelle zone costiere presso insediamenti a forte emarginazione sociale, ma anche in prossimità di località turistiche della costa del Pacifico (in particolare nella zona di Acapulco). Si consiglia di adottare, durante la permanenza nel Paese, misure preventive contro le punture di zanzara .

Si consigliano, previo parere medico, le seguenti vaccinazioni: epatite A e B, salmonella, morbillo. In varie zone del Paese vengono periodicamente segnalati casi epidemici di congiuntivite (Tabasco, Yucatan, Chiapas), virus del Nilo (Sonora e Chihuaha) e “dengue” (Sinaloa, Bassa California del Sud, Quintana Roo, Acapulco). Esiste un rischio di colera nelle zone rurali del Paese, nella periferia della capitale e nelle maggiori aree urbane. Il pericolo più diffuso, però, è quello di contrarre infezioni come epatiti (A e B), ameba e salmonella, causate dal consumo di alimenti (in particolare frutta, verdura e frutti di mare).
Si consiglia inoltre di:
- evitare di bere acqua del rubinetto, bevande non in bottiglia;
- non utilizzare ghiaccio; - non fare uso di cibi in vendita lungo le strade; - disinfettare le verdure fresche e la frutta; - consumare carne solo se ben cotta.